Istologia

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MONESI, ADAMO, CARINCI, MOLINARO, SIRACUSA, STEFANINI, ZIPARO
Descrizione

Istologia

 

2012 - p. 560 - ISBN 9788829921393

Quando, nei primi anni ’70 del secolo scorso, Valerio Monesi si accingeva a scrivere ilsuo libro di testo di Istologia, l’insegnamento della citologia – un campo che proprio inquegli anni andava conquistando posizioni predominanti nel mondo della ricerca biomedicae cominciava a fornire risposte ad antichi interrogativi biologici e clinici – era alquantotrascurato nelle Facoltà mediche italiane. Se si scorre un libro di testo di Biologia o diIstologia per gli studenti in Medicina italiani di quegli anni, si può facilmente verifi carecome questa moderna branca del sapere fosse generalmente trattata in modo superfi ciale,e come assai raramente i tumultuosi sviluppi della ricerca biocellulare di quegli anni trovasseroospitalità e venissero discussi in quelle pagine. Nello scrivere il suo trattato, ValerioMonesi intese pertanto porre in risalto il ruolo che lo studio della moderna citologia dovevaavere per una adeguata comprensione dell’istofi siologia dei tessuti, uno dei pilastrifondanti dello studio e della pratica della Medicina.Oggi, a molti anni da quella prima edizione, l’idea che il medico debba possedere dellesolidissime basi nelle scienze biomediche, ed essere in grado di integrare queste conoscenzecon la pratica clinica sta infi ne ottenendo consenso anche in Italia. Al confronto,questi argomenti sono discussi e accettati negli USA da più di 100 anni (vedi il rapportosulla Medical Education in the United States and Canada prodotto nel 1910 dalla CarnegieFoundation for the Advancement of Teaching), e la discussione continua ancora oggi(www.aamc.org/scientifi cfoundations). È ovvio che questo studio non può terminare coni due anni dei corsi preclinici. È fondamentale che lo studente, e poi il medico, non solomantengano una certa familiarità con quelle aree emergenti e in continua evoluzione dellaricerca biomedica che hanno potenziali ricadute sulla cura del paziente, ma che abbianoanche acquisito – frequentando i laboratori di ricerca – la mentalità di valutare criticamentee interpretare i dati della ricerca clinica anche in termini di plausibilità biologica e deimeccanismi cellulari implicati.